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Big Five: 10 cose da sapere per organizzare un viaggio con safari fotografico

Quali sono, dove vederli e come scattare la foto perfetta? Scopri le 10 informazioni utili e come pianificare il tuo viaggio perfetto in modo sicuro e responsabile



"Nature is the art of god". Dante Alighieri

1. Perché si chiamano Big Five? Il nome venne coniato nel 19mo secolo e deriva dalla triste e cruenta pratica della caccia clandestina, elencando i cinque più pericolosi animali che potevano essere cacciati a piedi in Africa. Oggi questi animali sono protetti in tutti i Parchi Nazionali ed il termine Big Five è legato al turismo ed al safari fotografico, ma il loro numero è diminuito drasticamente e sono pertanto in grave pericolo, nella maggior parte dei casi a causa dell’azione umana.

2. Quali sono i Big Five?

  • Leone

  • Bufalo

  • Elefante

  • Rinoceronte

  • Leopardo

3. Dove si possono vedere? Molti dei grandi Parchi Naturali in Africa e alcune riservate private ospitano esemplari di queste specie. Tra le migliori location troviamo:

  • Kruger National Park in Sud Africa

  • Chobe National Park in Botswana

  • Serengeti & Ngorongoro Crater in Tanzania

  • Etosha National Park in Namibia (dove però non sono presenti i Bufali)

  • Masai Mara in Kenya

4. Qual è il periodo migliore per osservarli? Generalmente tra Luglio e Ottobre, quando la stagione secca e le rare piogge costringono gli animali a non allontanarsi troppo dalle fonti di acqua che possono essere quindi localizzate da ranger esperti e segnalate come luoghi di possibile avvistamento. Inoltre la vegetazione in questo periodo è più bassa e rada e facilita l’avvistamento degli animali al suolo.


5. Come si organizza un safari? Sebbene in alcuni casi sia consentito l’accesso ai parchi in auto in completa autonomia durante gli orari di apertura dei cancelli di giorno, il nostro consiglio è quello di prenotare in un lodge o in un campo tendato all’interno delle riserve private dei parchi e soggiornarvi per qualche giorno per godere con calma di questa fantastica esperienza. Le ragioni sono molteplici: innanzitutto il self-drive è consentito solamente all’interno delle strade battute dove è più difficile avvistare gli animali, soprattutto per quanto riguarda i cuccioli e le scene di caccia; affidandosi a uscite in fuoristrada organizzate con ranger esperti è spesso possibile addentrarsi in aree più remote dei parchi, moltiplicando le possibilità di avvistamento in totale sicurezza ed in maniera responsabile, a protezione degli animali e del loro ambiente. Inoltre i momenti migliori per l’avvistamento sono generalmente l’alba ed il tramonto (quando gli animali sono generalmente più attivi per le minori temperature, mentre nel cuore della giornata tendono a riposare) e difficilmente potrete girare da soli in questi orari. Non è mai consentito scendere dall’auto, se non con una guida esperta autorizzata.


6. Come vestirsi e cosa portare? Meglio vestirsi a strati: al mattino e alla sera fa generalmente freddo e possono essere utili una buona giacca tecnica anti-vento ed un cappello per riscaldare la testa (specialmente per jeep aperte); durante il giorno le temperature sono generalmente elevate fin dal mattino ed è bene avere una crema solare protettiva, occhiali di sole e un cappellino. Non è necessario che il colore dei vestiti sia necessariamente cachi, ma vanno evitati i colori sgargianti ed il bianco brillante che potrebbero catturare involontariamente l’attenzione degli animali. Se avete un binocolo può essere utile per scansionare l’orizzonte o ad esempio per scandagliare le fronde degli alberi in cerca dei leopardi o di uccelli; in alternativa se avete un buono zoom sulla reflex potete utilizzare quello.

7. Come fare buone fotografie? Per fare delle belle foto non è necessaria un’attrezzatura fotografica di alto livello o spendere decine di migliaia di euro in un corpo macchina da professionisti o tele-obiettivi enormi. Ottimi risultati si possono ottenere reflex per amatori e con focali 55-200 mm, 70-300 mm o similari che risultano abbastanza flessibili in queste situazioni. Se l’obiettivo è dotato della funzionalità VR è consigliabile attivarlo su ON per compensare le vibrazioni impresse alla macchina con il movimento in quanto nella maggior parte dei casi non sarà possibile utilizzare un treppiede e probabilmente scatterete all’interno dell’auto o da una barca. Effettuate i primi scatti includendo gli animali nel loro habitat naturale con un grandangolo (o con lo smartphone, oggi hanno delle risoluzioni di tutto rispetto), concentrandovi poi sullo zoom per i dettagli.

8. Quali impostazioni usare per la fotocamera? Se non siete pratici con le impostazioni manuali o volete assicurarvi almeno i primi scatti per non tornare a casa con il rischio di avere fotografie tutte mosse o non correttamente esposte, un buon consiglio è partire con le modalità AUTO o SPORT, presenti ormai in tutte le macchine. I sensori della macchina sceglieranno le impostazioni più “corrette” in base alle condizioni di luce e di movimento del soggetto. Se nella fotografia non sono presenti animali potete optare per la funzione PAESAGGIO. Se invece volete provare a fare qualche scatto in semi-manuale potreste utilizzare la modalità shutter priority (S) adattando il tempo dello scatto in base alla tipologia di scena, ad esempio per “congelare” scene dinamiche di animali in movimento (es. 1/800 o superiore), oppure lavorare sulla profondità di campo usando la modalità Aperture priority (A). Con quest’ultima si possono creare effetti particolarmente efficaci ad esempio isolando il soggetto sfocando lo sfondo con una ampia apertura (es. f2.8) magari inquadrando un dettaglio particolare. Il sensore della macchina cercherà le migliori impostazioni per le ISO e per l’apertura (se in modalità S) o per lo shutter speed (se in modalità A). Un altro buon consiglio è quello di settare la macchina con auto-focus continuo (AF-C) per non perdere la messa a fuoco in caso di soggetti in movimento.

9. Salvaguardia degli animali e dell’ambiente: Inutile girarci troppo intorno, l’uomo rappresenta un fattore di rischio per gli animali ed è la principale causa della drastica riduzione di questi esemplari. Lo IUCN è impegnato nella redazione di report sulla conservazione di specie animali e vegetali e la situazione è particolarmente allarmante (https://www.iucn.org/resources/conservation-tools/iucn-red-list-threatened-species). Ad esempio ad oggi si contano meno di 400 esemplari di Rinoceronte Nero e una popolazione tra 23.000 e 39.000 leoni solamente Enti come il WWF sono costantemente impegnati in campagne di informazione e tutela degli animali e dell’ambiente ed il contributo di privati rimane fondamentale per le loro azioni; effettuare una donazione è un atto di amore per il pianeta facile, responsabile e alla portata di tutti (non sono necessarie grandi cifre) e può fare la differenza. Se volete fare una cosa figa oggi collegatevi al sito del WWF qua e fate una donazione https://support.worldwildlife.org/site/SPageServer?pagename=donate_monthly&s_src=AWG1303SSI00 o https://sostieni.wwf.it/donazione-per-la-natura.html


10. Ultimo suggerimento: Vivete a pieno l’esperienza. Un bello scatto sicuramente vi renderà felici ma ricordatevi il perché siete li: ammirate la loro bellezza, sincronizzatevi con il loro ritmo e fate di tutto per proteggere il loro ambiente. Il pianeta è sempre più fragile e tutti noi abbiamo la possibilità di fare la differenza, facendo scelte responsabili e consapevoli, anche quando viaggiamo


Per scoprire di più sui Big Five, dai un'occhiata ai post e stories sul Sudafrica del Settembre 2017 sulla nostra pagina Instagram @2intour

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